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PEDAGOGIA - L’educazione nell’Europa cattolica fra seicento e settecento

Nella prima metà del 500 l'Europa fu percossa da numerosi fermenti che miravano a moralizzare la cristianità. Il movimento di riforma interno alla chiesa, la Riforma cattolica, iniziò prima dello scisma di Lutero. 
L'autorità papale era stata minata dal periodo avignonese → periodo tra il 1369 e 1377 quando la sede pontificia venne trasferita ad Avignone).
 Il timore che le dottrine conciliariste le quali predicavano la superiorità del concilio sul Papa, che il concilio di costanza aveva aperto, prendessero il sopravvento indusse il papato a temporeggiare.   
Nel 1545 il concilio di Trento fu convocato e si concluse con l'approvazione di una serie di decreti dogmatici e disciplinari ristabilendo la saldezza della dottrina. Esso affermò che la sola fede non salva l'essere umano, ma occorrono anche opere, dunque è necessario operare bene nel mondo. La cultura non è fine a se stessa, ma va indirizzata al bene comune.



 Da qui la grande azione educativa esercitata dalla chiesa postridentina:
- apertura di seminari per la formazione del clero
- l'imposizione ai vescovi dell'obbligo della residenza
- la descrizione del modello ideale di vescovo pastore di anime 
 -il rafforzamento del ruolo del parroco.

 Durante i decenni della riforma cattolica sorsero nuovi ordini religiosi, orientati principalmente alla educazione. Un esempio è la vicenda della compagnia di Gesù, la comunità che fu quasi il simbolo della chiesa postridentina                                          ⬇
                    congregazione insegnante per eccellenza, fondata da Ignazio di Loyola (1491-1556).
 
Per prendere i voti occorreva:     →   entrare a far parte di un ordine religioso
-studiato filosofia
-studiato teologia
-avere un terzo ramo del sapere
 -piena maturità di carattere formata attraverso un tirocinio di preghiera
-riflessione e impegno personale

Per rendere possibile ciò Ignazio ritenne opportuno aprire collegi appositi per la formazione dei futuri membri dell'ordine. Il collegio di Messina ( 1548 da Jerómino Nadal) fu il primo nel quale si offriva il corso completo di studi anche giovani aristocratici. 


Ne 1599 i gesuiti giunsero a codificare il loro modello definitivo di studi nella Ratio atque institutio studiorum Societatis Ieus. La Ratio studiorum era un ampio documento che definiva le regole che dovevano seguire i professori, i superiori e gli alunni, nonché gli orari, i programmi, la didattica e le norme di comportamento. 
La suddivisione dei territori non era più in diocesi ma in province, suddivise in base alle nazioni e alla lingua che vi si parlava, subordinate all'autorità di un padre gesuita. 

All'interno dei collegi la lingua unica era il latino; gli scolari erano distinti tra esterni (laici che rimanevano tali) e scolastici (quelli che volevano entrare nell'ordine). l'ordinamento stabilito dalla Ratio studiorum prevedeva tre corsi: umanistico, filosofico e teologico.

 Novità didattiche:

-rigida divisione degli alunni in classi a seconda dell'età
-grande attenzione dedicata alla gradualità dell'insegnamento e alle inclinazioni e disposizioni      personali dei singoli allievi
-la presenza in ogni classe di un solo docente 
-l'introduzione di esami per il passaggio di livello
-la regolamentazione di premi e punizioni 
-l'obbligo dell'uso parlato della lingua latina
-l'addestramento della memoria delle capacità logiche e oratorie 
-l'allenamento a superare la timidezza, a padroneggiare il latino, a controllare la postura e i movimenti  grazie alla partecipazione a messe in scena teatrali
-l'esercizio della pietà e della carità 

La direttive indicate dalla Ratio studiorum furono talmente efficaci da divenire il modello per altri ordini.

In ordine di tempo più vicini ai gesuiti furono i 
somaschi, fondati con lo scopo di provvedere
 all'istruzione di bambini orfani e poveri. A tal
fine il fondatore, Girolamo Miani (1486-1537), 
avvio varie iniziative che puntavano all'
istruzione catechista, sul rafforzamento del fisico
per sottrarre i bambini alle malattie e sull'acquisizione di un mestiere utile per mantenersi in età adulta.






Gli Scolopi si concentravano invece sull'istruzione
 popolare e nell'abito dell'educazione collegiale.     
Nel 1630 a Roma fu istituito il collegio Nazaremo,
in cui non c'erano raccomandazioni ma contava     
  solo il merito.                                                           







I barnabiti rappresentavano una piccola congregazione
 dedita alla predicazione della Parola di Dio e alla
 missioni popolari in linea con l'impegno evangelizzatore
 post riformistico. Soltanto nel 1605 accettarono di aprire
una scuola. Nel 1666 anche i barnabiti elaborarono una
loro Ratio, meno legata alla centralità del tradizionale
impianto umanistico-retorico. Aprirono una scuola più 
attenta alla concretezza e agli sviluppi tecnico-
scientifico; una scuola in cui rifiutavano le punizioni corporali.















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